Martedì, 19 Gennaio 2016 00:00

PROGETTO ACCOGLIENZA SOLIDALE

Accoglienza Solidale

Il Progetto è nato per occuparsi fattivamente del problema della residenza per persone disagiate che, per motivi legati alla crisi economica ed in conseguenza di separazioni in famiglie monoreddito, non possono sostenere i costi delle locazioni ai prezzi di mercato.

 

“Accoglienza”, associazione senza fini di lucro riconosciuta dalla CEI ed inserita nel gruppo della Pastorale dello sport, turismo e tempo libero, si propone, in linea con i suoi scopi ed obiettivi, di  occuparsi fattivamente del problema della residenza per persone disagiate che, per motivi legati alla crisi economica ed in conseguenza di separazioni in famiglie monoreddito, non possono sostenere i costi delle locazioni ai prezzi di mercato.

 

Per aiutare questa parte di popolazione, sempre più numerosa, Accoglienza si propone di promuovere,Accoglienza Solidale

 

 

 

venendo incontro proprio a quelle categorie di persone che oggi si tende a definire “nuovi poveri”, provenienti da un trascorso decoroso ed incapaci, loro malgrado, di mantenere tale standard di vita, non avendo inoltre i requisiti per essere inseriti nelle liste degli aventi diritto ad ottenere un alloggio popolare.

 

Accoglienza solidale 2Accoglienza ha quindi elaborato un piano di intervento da sottoporre e condividere con gli Istituti religiosi, da una parte, e dall’altra con le pubbliche amministrazioni che si occupano di problematiche legate alla casa, per cercare una soluzione ai problemi abitativi di tali persone in difficoltà.

 

 Si procede partendo dalla considerazione  che le case religiose hanno, nella quasi totalità, una destinazione catastale “B1”, ossia “Case di collettività”.

 

Pertanto esiste una piena compatibilità di destinazione catastale fra una casa religiosa ed una struttura di accoglienza collettiva.   Questo comprovato anche dalla Legge della Regione Lazio  n. 20 del 03.06.1997 (detta Legge per il Giubileo del Lazio), grazie alla quale si sono potute realizzare strutture ricettive come “Case per ferie” senza dover richiedere Concessioni edilizie per cambi di destinazione d’uso.

 

Concetto di abitazione collettiva:  in senso religioso sappiamo che è il luogo di soggiorno di una comunità religiosa che può avere o no una specifica attività collaterale al soggiorno:  scuola, ricettività, casa di riposo, clinica o altro, pertinente alla vita religiosa.  Si tratta di attività individuate fra quelle esercitate senza fini di lucro. 

 Concetto di abitazione collettiva:  in senso generale possiamo intanto dividere il campo fra due diversi indirizzi: 

  1. con finalità lucrative
  2. con finalità sociali.

 a):  Finalità di lucro:   sappiamo bene che per attività lucrativa, in ambito di residenza collettiva, si può indicare principalmente il residence, ossia la struttura ricettiva nata per consentire al suo interno un tipo di soggiorno a cavallo fra una residenza privata ed il soggiorno alberghiero.  Il fine di lucro è  determinato dal massimo sfruttamento economico dalle cellule abitative che si vanno ad “affittare” (in gergo alberghiero si usa il termine “vendere”), ove il prezzo di affitto segue concetti classici del profitto.

 

b): Finalità sociali:    le istituzioni religiose sono sempre state, dalla fine dell’Impero Romano, con la realizzazione del sistema diAccoglienza solidale 4 conventi sparsi nel territorio, attente ai bisogni della popolazione meno abbiente, prova ne sono gli ospedali del Pio Istituto di Santo Spirito e, prima ancora, tutte le strutture di sostegno abbinate alle abbazie monacali. 

 

Da qui è evidente la vocazione e la tradizione delle istituzioni religiose per le attività del sociale.  Qui si vuole sottolinearne uno degli aspetti principali:  l’accoglienza.     Soccorso e ricovero di viandanti, sia durante i loro pellegrinaggi lungo le vie sorte per raggiungere Roma sia dal nord che dal meridione (via Francigena), sia per soccorso  durante le migrazioni e durante i pellegrinaggi verso la Terrasanta,  le istituzioni religiose hanno sempre offerto “un letto ed una minestra calda” a chi bussava al portone del convento, spesso senza ottenere, in cambio,  alcun pagamento.

 

Accoglienza solidale 3La situazione economica attuale ha delle similitudini con i tempi in cui sono sorte le confraternite di soccorso e gli Istituti religiosi, sulla base dei loro carismi e per quanto appreso dal messaggio di Cristo, nonché per sintonia con le indicazioni del Santo Padre, sono oggi indirizzate verso quel cammino spirituale e di aiuto che, in terre lontane, è costituito dallo spirito e l’attività missionaria.  Oggi le missioni si rendono necessarie nella nostra terra, missioni di re-evangelizzazione e di aiuto per sopraggiunte difficili condizioni economiche che hanno modificato il modus vivendi di tante persone.  Accoglienza solidale 5

Il Progetto 

 

Compito di Accoglienza Solidale è quello di consentire alle persone in difficoltà di incontrare la disponibilità di un alloggio all’interno di una struttura religiosa, alloggio di dimensioni ridotte ma che presenta tutte le funzioni essenziali della casaAccoglienza solidale 6 privata, come la zona letto, il bagno, la zona cottura per i pasti più frugali, un angolo conversazione, del tutto autonomo dal resto della struttura.   

 

 

 

 

 All’interno della struttura religiosa però troveranno posto le zone comuni di soggiorno e di cucina/mensa, la zona Accoglienza solidale 7direzione/reception, lalavanderia e la stireria:  servizi privati minimi, ma garantiti, e servizi collettivi proporzionati alle necessità della popolazione residente.

Si tratta di un sistema assimilabile all’housing sociale, ove si potrà farne parte per periodi prestabiliti con la gestione della casa, ove la stessa gestione renderà note al Comune di appartenenza le tariffe sociali applicate ed i nominativi dei fruitori.

 

 

Se è una operazione di carattere assistenziale e non a scopo di lucro, l’accoglienza di queste persone costituisce elemento di collaborazione con i Comuni nelle politiche per laImmagine18 casa e di assistenza sociale.  Tale opera meritoria deve però essere supportata da un regime fiscale che non opprima la volontà degli istituti religiosi ad andare avanti nel percorso, pertanto ci battiamo per poter ottenere assicurazioni ed atti formali , da parte del “pubblico”, vale a dire dai Comuni, per la non applicazione delle tasse sull’attività e sul fabbricato, nonché dovrebbero applicare una tariffa agevolata per la nettezza urbana.

 

 

 

FONDO DI SOLIDARIETA'

 

Accoglienza solidale 8Supporto indispensabile a garanzia degli eventuali mancati introiti per le case che si impegnano verso l’accoglienza solidale potrebbe  essere l’istituzione di uno speciale “Fondo di solidarietà”.        A tale fondo dovrebbero confluire risorse finanziarie sia da privati che da istituzioni laicali e religiose, da utilizzarsi come integrazione delle pigioni che le persone in particolari situazioni economiche disagiate dovrebbero pagare.   

 

La soluzione di “pseudo housing sociale”, così proposta, consentirebbe agli istituti religiosi di non veder deperire lentamente la proprietà immobiliare, rendendola utile per fini sociali e caritatevoli, offrendo alle proprie risorse interne un’attività qualificante sul piano spirituale ed economico.

 

Le opere di trasformazione potrebbero essere finanziate nella totalità da fondi europei: sarà cura di “Accoglienza” adoperarsi perAccoglienza solidale 9 reperire le società di consulenza,  selezionate fra quelle che hanno ottenuto risultati positivi in questo o in altri ambiti di attività, che possano accompagnare gli Istituti che intendono aderire alla nostra proposta, fino alla presentazione del progetto presso le commissioni interne della Comunità Europea. Ma non si trascura la strada dei mutui bancari, garantiti da una redditività non alta ma costante, comunque in linea  con lo spirito “no profit” dell’iniziativa.   

 

Albano 19.11.2015

Franco Ricci

 Arch. Franco Ricci 

 


 In allegato potete scaricarvi l'intera relazione dove sono esposte e prospettate una serie di proiezioni ed esempi di applicazione reale del progetto. 

 


 

Tutto lo staff della Associoazizone Accoglienza è a Vs. disposizione per ogni approfondimento ed ogni valutazione particolare attraverso consulenze professionali e piani di fattibilità progettuale. 

I ns. consulenti di riferimento: 

Luciano Sperandio - Presidente della Associazione - tel. 348.510.5376  

arch. Franco Ricci - consulente tecnico e urbanistico - tel. 348.491.1610 

 

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